My Name is Adil

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Locandina del film

Il film visto da docenti e studenti

  • “Ben 214 allievi hanno assistito alla proiezione, alcuni lo hanno particolarmente apprezzato, potendo capire la lingua araba. Un film splendido, finalmente qualcosa di bello e ricco di valori autentici. Dovrebbe essere obbligatorio per tutte le scuole”

    — Prof.ssa Francesca Mancini, Istituto Statale E. Montale, Pontedera

  • “È un film bellissimo. Per noi è stato in particolare modo toccante dato che c’erano degli studenti marocchini che hanno vissuto un’esperienza molto simile quindi è stato molto commovente. Bella la storia, belle le immagini e bella la musica.”

    — Prof.ssa Donatella Masci, Liceo Leonardo Da Vinci, Terracina

  • “I ragazzi hanno assistito in religioso silenzio, colpiti da vari aspetti: la fotografia, i colori così vividi, i particolari così realistici della cultura marocchina e le difficoltà di inserimento di Adil e di suo padre, tra preconcetti ed esclusione. Molto commovente. Tutti, in questo momento, dovremmo fermarci a riflettere sulle reali, autentiche motivazioni alla base di questi viaggi della speranza. Speranza che, alla fine del film, risulta essere stata ben riposta. Da riproporre sicuramente.”

    — Prof.ssa Francesca Penta, ISIS Majorana Fascitelli, Isernia

  • “I ragazzi sono stati contenti. I sottotitoli sui quali all’inizio c’era qualche titubanza sono stati invece molto positivi perché hanno trattenuto l’attenzione dei ragazzi. C’erano dei ragazzi arabi che hanno apprezzato molto che il film fosse in lingua originale. È stata un’esperienza molto suggestiva.”

    — Prof.ssa Cinzia Mupo, IIS Cobianchi, Verbania

  • “La visione è stata particolarmente emozionante e coinvolgente. La storia vera di Adil è una testimonianza molto efficace su un tema di attualità - quello dei fenomeni migratori - su cui la scuola ha il dovere morale ed educativo di informare correttamente. È un film di cui auspico la visione come momento curricolare della didattica nelle nostre scuole.”

    — Prof.ssa Daniela Santamaria, Liceo Scientifico Niccolò Copernico, Udine

  • “Il film è scritto in poesia, accenna, usa la luce, i silenzi, gli sguardi per narrare una storia che già molti hanno narrato. Ma lo fa con una tale delicatezza da essere una storia in cui ciascuno può trovare un po’ di sé. I ragazzi erano entusiasti, i loro occhi pieni di domande alla fine del film.”

    — Prof.ssa Antonella Rizzo, IIS Caterina da Siena, Milano

  • “Il film restituisce con magistrale semplicità la possibilità di conoscere storie e vissuti senza il filtro della retorica o delle esigenze sensazionalistiche delle produzioni reboanti. I ragazzi restano fortemente impressionati dalla determinazione, dalla dolcezza e dalla forza nel racconto di Adil, ragazzo di una qualsiasi periferia del mondo”

    — Prof.ssa Anna De Cunzo, Napoli

  • “La nostra esperienza è stata molto positiva. La proiezione è stata seguita con insolito interesse e coinvolgimento emotivo. I ragazzi che hanno tentato di coinvolgere la sala ad un comportamento “da stadio” non sono riusciti a trascinare gli alunni. Il film ha reso con delicatezza il tema “umano” facendo immedesimare i ragazzi nel vissuto che porta alla scelta, difficile e drammatica, di abbandonare gli affetti e le proprie radici per poter avere la possibilità di scegliere.”

    — Prof.ssa Laura Antonioli, Liceo Plauto, Roma

Il film raccontato dai media

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My Name is Adil

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Un film di Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene

Prodotto da Imagine Factory


Distribuito da Unisona Live Cinema

Con il patrocinio di

"Adil odia le pecore. Perché per badare al gregge non può né giocare né studiare. E se un agnello si perde sono botte.
Dove vive lui non c'è né asfalto né televisione.
Vede un lampione accendersi per la prima volta a 12 anni.
Quando dal Marocco arriva a Milano, a soli 13 anni, decide di diventare elettricista. E ci riesce.
Poi si mette in testa di diventare regista per raccontare la sua storia con un film. E ci riesce."

Sinossi

Girato tra la campagna marocchina e Milano, il film racconta la storia vera di Adil, un bambino che vive nella campagna del Marocco con la madre, i fratelli e il nonno capo-famiglia. È un mondo povero, dove fin da piccoli si lavora per ore nei pascoli, gli adulti possono essere rudi e studiare è un privilegio per pochi.
Adil sa che restare in Marocco significa avere un destino segnato, quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé. Stanco delle angherie dello zio e del ristretto orizzonte che si vede davanti, il ragazzino a 13 anni decide di raggiungere il padre, El Mati, emigrato da anni in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. Andarsene, però, è anche una frattura, una separazione dolorosa dalla propria storia, dai propri affetti e dalla comunità.
 Il film accompagna lo spettatore nel percorso del protagonista adolescente alla scoperta di un nuovo mondo: l'Italia non è il paese delle città favolose e della ricchezza facile sognata nell’infanzia, ma offre ad Adil la possibilità di studiare, vivere nuove esperienze e costruire nuovi legami.

Il cerchio si chiude quando Adil, ormai adulto, dopo dieci anni di assenza dal Marocco, ritorna nel suo paese, alla riscoperta delle proprie radici: il viaggio lo aiuta a intrecciare i fili della sua storia e della sua identità, perché “solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei”.

I registi di My Name is Adil, hanno scelto di utilizzare la lingua originale (sottotitolata in italiano), per preservare l'intensità espressiva della voce autentica del protagonista, Adil Azzab.

Premi e riconoscimenti

Vincitore prix des Ciné Clubs: Tangier International Film Festival

Vincitore della sezione “Open Frontiers” - Ventotene Film Festival

Vincitore della sezione “Best Arabic Movie” - Alexandria Mediterranean Film Festival

Vincitore della sezione “Migrations and coexistence” - Religion Today Film Festival

Vincitore come “Best Feature Film” - Miami Independent Film Festival - Monthly edition