My Name is Adil

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Prodotto da Imagine Factory - Distribuito da Unisona Live Cinema

My Name is Adil

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Un film di Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene

Prodotto da Imagine Factory


Distribuito da Unisona Live Cinema

Un film che parla al cuore di ragazzi e adulti di diritto allo studio, negato e poi riconquistato, di integrazione e riscoperta della propria identità.

Regia: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene
Soggetto: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene, Gabrio Rognoni, Roberta Villa
Sceneggiatura: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene
Montaggio: Magda Rezene
Musiche originali: Rolando Marchesini
Voci e testi: Alessandra Ravizza
Suono in presa diretta: Rolando Marchesini
Aiuto regia in Marocco: Mohamed Atiq
Color Correction: Gabriele Cipolla
Durata: 74'
Nazionalità: Italiana
Location: Italia - Marocco
Film in lingua originale (arabo) sottotitolato in italiano

Testimonianze

Il film visto da docenti e studenti

  • “Ben 214 allievi hanno assistito alla proiezione, alcuni lo hanno particolarmente apprezzato, potendo capire la lingua araba. Un film splendido, finalmente qualcosa di bello e ricco di valori autentici. Dovrebbe essere obbligatorio per tutte le scuole”

    — Prof.ssa Francesca Mancini, Istituto Statale E. Montale, Pontedera

  • “È un film bellissimo. Per noi è stato in particolare modo toccante dato che c’erano degli studenti marocchini che hanno vissuto un’esperienza molto simile quindi è stato molto commovente. Bella la storia, belle le immagini e bella la musica.”

    — Prof.ssa Donatella Masci, Liceo Leonardo Da Vinci, Terracina

  • “I ragazzi hanno assistito in religioso silenzio, colpiti da vari aspetti: la fotografia, i colori così vividi, i particolari così realistici della cultura marocchina e le difficoltà di inserimento di Adil e di suo padre, tra preconcetti ed esclusione. Molto commovente. Tutti, in questo momento, dovremmo fermarci a riflettere sulle reali, autentiche motivazioni alla base di questi viaggi della speranza. Speranza che, alla fine del film, risulta essere stata ben riposta. Da riproporre sicuramente.”

    — Prof.ssa Francesca Penta, ISIS Majorana Fascitelli, Isernia

  • “I ragazzi sono stati contenti. I sottotitoli sui quali all’inizio c’era qualche titubanza sono stati invece molto positivi perché hanno trattenuto l’attenzione dei ragazzi. C’erano dei ragazzi arabi che hanno apprezzato molto che il film fosse in lingua originale. È stata un’esperienza molto suggestiva.”

    — Prof.ssa Cinzia Mupo, IIS Cobianchi, Verbania

  • “La visione è stata particolarmente emozionante e coinvolgente. La storia vera di Adil è una testimonianza molto efficace su un tema di attualità - quello dei fenomeni migratori - su cui la scuola ha il dovere morale ed educativo di informare correttamente. È un film di cui auspico la visione come momento curricolare della didattica nelle nostre scuole.”

    — Prof.ssa Daniela Santamaria, Liceo Scientifico Niccolò Copernico, Udine

  • “Il film è scritto in poesia, accenna, usa la luce, i silenzi, gli sguardi per narrare una storia che già molti hanno narrato. Ma lo fa con una tale delicatezza da essere una storia in cui ciascuno può trovare un po’ di sé. I ragazzi erano entusiasti, i loro occhi pieni di domande alla fine del film.”

    — Prof.ssa Antonella Rizzo, IIS Caterina da Siena, Milano

  • “Il film restituisce con magistrale semplicità la possibilità di conoscere storie e vissuti senza il filtro della retorica o delle esigenze sensazionalistiche delle produzioni reboanti. I ragazzi restano fortemente impressionati dalla determinazione, dalla dolcezza e dalla forza nel racconto di Adil, ragazzo di una qualsiasi periferia del mondo”

    — Prof.ssa Anna De Cunzo, Napoli

  • “La nostra esperienza è stata molto positiva. La proiezione è stata seguita con insolito interesse e coinvolgimento emotivo. I ragazzi che hanno tentato di coinvolgere la sala ad un comportamento “da stadio” non sono riusciti a trascinare gli alunni. Il film ha reso con delicatezza il tema “umano” facendo immedesimare i ragazzi nel vissuto che porta alla scelta, difficile e drammatica, di abbandonare gli affetti e le proprie radici per poter avere la possibilità di scegliere.”

    — Prof.ssa Laura Antonioli, Liceo Plauto, Roma

Con il patrocinio di

"Per come è nato questo film, che è un esempio di come l'arte e i diritti umani siano motori di integrazione e cambiamento; e per la sua realizzazione, un racconto sulla possibilità di cercare un nuovo futuro, senza dimenticare le proprie radici."

"Tutti gli esseri umani nascono uguali in dignità e diritti. Questo film testimonia come l'opportunità di scegliere sia alla base di questo principio fondamentale. Adil è semplicemente una persona che vuole conoscere, scoprire e impegnarsi per la propria libertà di scelta e per quella di molti altri."

"Una storia semplice e intensa di chi ha saputo riappropriarsi del diritto allo studio e della libertà di scegliere come disegnare il proprio futuro."

Note di produzione

Attori
Tutti non professionisti, con la partecipazione del fratello minore di Adil, Hamid Azzab, nella parte del protagonista a 13 anni

Finanziamenti
Crowdfunding e il contributo di professionisti del settore che hanno creduto nella validità del progetto

Shooting
Da febbraio 2013 a dicembre 2015

Dotazione tecnica per le riprese
2 macchine fotografiche e 2 cavalletti ...e basta!

Produzione
Imagine Factory

La storia che c’è dietro

Ci sono film fatti con pochi mezzi. Che partono dal nulla. Viaggiano per i Festival in giro per il mondo e puntualmente arrivano al cuore dello spettatore.
My name is Adil è un film unico che è riuscito nell'impresa. Realizzato con 2 macchine fotografiche racconta la vera storia di chi ha deciso di cambiare il proprio destino attraverso l'unica via possibile: sé stessi.

La realizzazione del film, a budget zero e prodotto in modo indipendente, è una storia nella storia: Adil Azzab, immigrato dal Marocco quando aveva 13 anni, e Magda Rezene, nata in Italia da genitori eritrei, si incontrano in un Centro di Aggregazione Giovanile milanese, prima come utenti e poi come volontari. Nel 2011 i due giovani vengono coinvolti come accompagnatori in un campus di formazione rivolto ad adolescenti in condizioni di svantaggio, l’obiettivo del corso è di fornire conoscenze multimediali e valorizzare la propria storia tramite la fotografia e il videomaking. Adil e Magda scoprono così la passione per il cinema e la fotografia. La sera, Adil racconta come è arrivato in Italia: il suo modo di narrare, diretto e vissuto, colpisce Andrea Pellizzer, professionista della comunicazione in veste di formatore del campus. Nasce così l’idea di realizzare un lungometraggio sulle difficoltà dell’emigrazione dalla prospettiva di un ragazzino.

Adil e Magda partono per il Marocco: è la prima volta che il giovane torna nella sua terra d’origine dopo tanto tempo. Sulla base del montaggio di quel primo girato, parte un crowdfunding: “Sarebbe la prima volta che un ragazzo che non sa niente di cinema arriva in un altro paese, impara a fare un film e racconta la sua storia”.

Con queste parole Gabriele Salvatores, interpellato dai due giovani aspiranti registi, sostiene il progetto del film indipendente “My name is Adil” ancor prima del primo ciak ufficiale. Con i fondi raccolti, l’associazione Imagine Factory, fondata per proseguire il lavoro con gli adolescenti attraverso gli strumenti della multimedialità, mette insieme una crew e il film si fa, con l’aggiunta di Andrea Pellizzer alla regia. Quella di “My name is Adil”, e del progetto che ha permesso di realizzarlo, è una storia unica ed esemplare insieme, che ci parla della capacità di credere nei propri sogni, del significato dell’accoglienza e delle possibilità generative dell’incontro con gli altri.